I
CANTI
ITALIANI DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE
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La prima Guerra Mondiale è la prima dell'età moderna e
anche questa non fu una guerra dettata dall'odio di un popolo verso l'altro: i
soldati combatterono perchè costretti. Fu una guerra logorante, trascorsa in
gran parte con le truppe a fronteggiarsi immobili nelle opposte trincee.
Nei
canti di trincea possiamo trovare almeno tre funzioni:
- 1.
EVASIONE-DISTRAZIONE: la musica è serena per "far dimenticare" il
posto dove sta il soldato.
- 2.
SOLIDARIETA': per non sentirsi soli, per sentire il conforto fraterno di chi
vive le tue stesse sofferenze.
- 3.
RIAFFERMAZIONE DELLA PROPRIA IDENTITA': in una situazione di violenza pura com'è
la trincea, in cui il soldato è ridotto a macchina per uccidere, c'è un solo
modo per sentirsi di nuovo se stessi: riandare col pensiero alla propria storia
privata e ricordarsi della vita e della realtà civile provvisoriamente
abbandonata. Infatti la musica delle canzoni che si cantano in trincea è la
stessa musica delle canzoni di tutti i giorni di pace,. è quella del paese: il
soldato la richiama qui per rendere meno insopportabile una realtà così
disperante come la trincea e la musica lo "riporta a casa".
- SULLE BALZE DEL TRENTINO
-
- Sulle balze, sulle balze del Trentino
- Hanno messo, hanno messo una bandiera:
- L'hanno messa, l'hanno messa gialla e nera
- Noi vogliamo, noi vogliamo il Tricolor
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- Andiamo in gondola,
- Andiamo in gondola,
- Andiamo in gondola
- A cospirar!
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- Sotto il ponte, sotto il ponte di Rialto
- è passata, è passata una barchetta...
- O Trieste, o Trieste benedetta,
- Ti verremo, ti verremo a liberar!
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- Andiamo in gondola, ecc.
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- Colla corda, colla corda d'Oberdan
- Strozzare noi saprem l'impiccatore:
- O Trieste, o Trieste del mio cuore,
- Ti verremo, ti verremo a liberare
-
- Andiamo in gondola, ecc.
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- IL 29 LUGLIO
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- Il 29 luglio
- quando il grano è maturato
- trum-lallà
- larallalà,
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- è nata una bambina
- con una rosa in mano,
- è nata una bambina
- con una rosa in mano.
-
- Non era paesana
- e nemmeno cittadina
- trum-lallà
- larallalà,
-
- è nata in un boschetto
- vicino alla marina,
- è nata in un boschetto
- vicino alla marina.
-
- Vicino alla marina
- dove è più bello stare
- trum-lallà
- larallalà,
-
- si vedon le barchette
- a navigar sul mare,
- si vedono le barchette
- a navigar sul mare.
-
- A navigar sul mare
- ci voglion le barchette
- trum-lallà
- larallalà,
-
- per fa l'amor di sera
- ci vuol le ragazzette,
- per far l'amor di sera
- di vuol le ragazzette.
-
- Le ragazzette belle
- l'amor non lo san fare
- trum-lallà
- larallalà,
-
- e noi da bravi Alpini
- glielo faremo fare,
- e noi da bravi Alpini
- glielo faremo fare.
-
- Glielo faremo fare,
- glielo farem sentire,
- trum-lallà
- larallalà,
-
- stasera dopo cena
- prima d'andà a dormire,
- stasera dopo cena
- prima d'andà a dormire.
-
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- * * * * * * * *
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- MONTE GRAPPA
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- Monte Grappa, tu sei la mia patria,
- sovra te il nostro sole risplende,
- a te mira che spera ed attende,
- i fratelli che a guardia vi stan.
-
- Contro a te già s'infranse il nemico,
- che all'Italia tendeva lo sguardo:
- non si passa un cotal baluardo,
- affidato agli italici cuor.
-
- Monte Grappa, tu sei la mia Patria,
- se la stella che addita il cammino,
- sei la gloria, il volere, il destino,
- che all'Italia ci fa ritornar.
-
- Le tue cime fur sempre vietate,
- per il pie' dell'odiato straniero,
- dei tuoi fianchi egli ignora il sentiero
- che pugnando più volte tentò.
-
- Quale candida neve che al verno
- ti ricopre di splendido ammanto,
- tu sei puro ed invitto col vanto
- che il nemico non lasci passar.
-
- Monte Grappa, tu sei la mia Patria, ecc.
-
- O montagna, per noi tu sei sacra;
- giù di lì scenderanno le schiere
- che irrompenti, a spiegate bandiere,
- l'invasore dovranno scacciar.
-
- Ed i giorni del nostro servaggio
- che scontammo mordendo nel freno,
- in un forte avvenire sereno
- noi ben presto vedremo mutar.
-
- Monte Grappa, tu sei la mia Patria, ecc.
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- MONTE NERO
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- Spunta l'alba del 16 giugno,
- comincia il fuoco l'artiglieria,
- il Terzo Alpini è sulla via
- Monte Nero a conquistar.
-
- Monte Rosso e Monte Nero,
- traditor della vita mia,
- ho lasciato la casa mia
- per venirti a conquistar.
-
- Per venirti a conquistare
- abbiam perduti tanti compagni
- tutti giovani sui vent'anni
- La sua vita non torna più.
-
- Il colonnello che piangeva
- a veder tanto macello:
- - Fatti coraggio, Alpino bello,
- che l'onor sarà per te! -
-
- Arrivati a trenta metri
- dal costone trincerato
- con assalto disperato
- il nemico fu prigionier.
-
- Ma Francesco l'Imperatore
- sugli Alpini misse la taglia:
- egli premia conla medaglia
- e trecento corone d'or.
-
- Chi gli porta un prigioniero
- di quest'arma valorosa
- che non forza baldanzosa
- fa sgomenti i suoi soldà.
-
- Ma l'alpino non è un vile,
- tal da darsi prigioniero,
- preferisce di morire
- che di darsi allo straniero.
-
- O Italia, vai gloriosa
- di quest'arma valorosa
- che combatte senza posa
- per la gloria e la libertà.
-
- Bella Italia devi esser fiera
- dei tuoi baldi e fieri Alpini
- che ti dànno i tuoi confini
- ricacciando lo stranier.
-
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- * * * * * * * *
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- MONTE CANINO
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- Non ti ricordi quel mese d’Aprile,
- quel lungo treno che andava al confine.
- Che trasportavano migliaia degli alpini:
- sù, sù correte: è l’ora di partir!
- Che trasportavano migliaia degli alpini:
- sù, sù correte: è l’ora di partir!
-
- Dopo tre giorni di strada ferrata,
- ed altri due di lungo cammino,
- siamo arrivati sul Monte Canino
- e a ciel sereno ci tocca riposar...
- siamo arrivati sul Monte Canino
- e a ciel sereno ci tocca riposar...
-
- Se avete fame guardate lontano,
- se avete sete la tazza alla mano.
- Se avete sete la tazza alla mano
- che ci rinfresca la neve ci sarà.
- Se avete sete la tazza alla mano
- che ci rinfresca la neve ci sarà.
-
- Non pù coperte lenzuola pulite.
- Non più il sapore dei caldi tuoi baci.
- Solo si sentono gli uccelli rapaci,
- tra la tormenta e il rombo del cannon.
- Solo si sentono gli uccelli rapaci,
- tra la tormenta e il rombo del cannon.
-
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- * * * * * * * *
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- MONTE PASUBIO
-
- Sulla strada del Monte Pasubio
- Bom borombom.
- Lenta sale una lunga colonna
- Bom borombom.
- L'è la marcia di chi non torna
- di chi si ferma a morir lassù.
-
- Ma gli Alpini non hanno paura
- Bom borombom.
-
- Sulla cima del Monte Pasubio
- Bom borombom
- Soto i enti che ze 'na miniera
- Bom borombom.
- Son gli Alpini che scava e che spera
- di tornare a trovar l'amor.
-
- Ma gli Alpini non hanno paura
- Bom borombom.
-
- Sulla strada del Monte Pasubio
- Bom borombom
- è rimasta soltanto una croce
- Bom borombom.
- Non si sente mai più una voce,
- ma solo il vento che bacia i fior.
-
- Ma gli Alpini non hanno paura
- Bom borombom, bom borombom,
- bomborombà.
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- IL PIAVE
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- Il Piave mormorava calmo e placido al passaggio
- dei primi fanti il ventiquattro maggio;
- l'esercito marciava per raggiunger la frontiera
- per far contro il nemico una barriera...
- Muti passaron quella notte i fanti:
- tacere bisognava andare avanti.
- S'udiva intanto dallae amate sponde,
- sommesso e lieve il mormorìo dell'onde.
- Era un presagio dolce e lusinghiero.
- Il Piave mormorò: Non passa lo straniero!
-
- Ma in una notte trista si parlò di un fosco evento
- e il Piave udiva l'ira e lo sgomento.
- Ahi, quanta gente ha vista venir giù lasciare il tetto,
- poi che il nemico irruppe a Caporetto!
- Profughi ovunque! Dai lontani monti,
- venivano a gremir tutti i suoi ponti.
- S'udiva allor dalle violate sponde
- sommesso e tristo il mormorar dell'onde.
- Come un singhiozzo, in quell'autunno nero,
- il Piave mormorò: ritorna lo straniero!
-
- E ritornò il nemico: per l'orgoglio e per la fame
- volea sfogare tutte le sue brame...
- Vedeva il piano aprico di lassù: voleva ancora
- sfamarsi, e tripudiare come allora!
- - No - disse il Piave. - No, - dissero i fanti -
- mai più il nemico faccia un passo avanti!
- Si vide il Piave rigonfiar le sponde!
- E, come i fanti, combattevan l'onde...
- Rosso di sangue del nemico altero,
- il Piave comandò Indietro, và, straniero!
-
- Indietreggiò il nemico fino a Trieste, fino a Trento
- E la Vittoria sciolse l'ali al vento!
- Fu sacro il patto antico: tra le schiere, furon visti
- risorgere Oberdan, Sauro, Battisti!
- Infranse, alfin, l'italico valore
- le forche e l'armi dell'impiccatore!
- Sicure l'Alpi, libere le sponde
- Si tacque il Piave, si placaron l'onde.
- Sul patrio suolo, vinti i torvi Imperi,
- La Pace non trovò nè oppressi nè stranieri!
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- * * * * * * * *
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- GRAN DIO DEL CIELO
- GRAN DIO DEL CIELO
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- O Dio del cielo,
- se fossi una rondinella,
- O Dio del cielo,
- se fossi una rondinella,
- vorrei volare,
- vorrei volare
- vorrei volare
- in braccio alla mia bella.
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- Prendi quel secchio
- e portalo alla fontana,
- là c'è il tuo amore
- là c'è il tuo amore
- là c'è il tuo amore
- che alla fontana aspetta.
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- Prendi il fucile
- e vattene alla frontiera,
- prendi il fucile
- e vattene alla frontiera,
- là c'è il nemico
- là c'è il nemico
- là c'è il nemico
- che alla frontiera aspetta
-
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- * * * * * * * *
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